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5 mostre fighe da non perdere a settembre

Finalmente ho smesso di fare la minchiona su quel mio TG di Instagram per fare qualcosa di più utile nella vita, quello che a Mamma Rai chiamano “servizio pubblico” 😂. Ora, diciamocelo: non è che proprio io abbia tutta ‘sta voglia di fare party-party. La socialite dei poveri che conoscevate ha lasciato il posto ad una povera e basta, francescana contemplatrice della bellezza a costo zero. A tal proposito ho dato un’occhiata a quello di cui potremo presto godere tutti senza calca, dato che della cultura non fotte niente a nessuno. E sono rimasta strabiliata. Tra chi chiude e chi arriva, settembre sarà un mese stupendo, morbo permettendo.  Vi ho fatto una selecscion di 5 mostre (non mainstream à la Palazzo Reale) che dai eh, mettetemelo un likuccio.

Le 5 mostre che proprio mamma mia

E ho detto tutto.

1

Performing PAC Made of Sound

Collettiva di artisti audio-visivi che fanno del suono e della musica il centro della loro ricerca (Barbara and Ale, Jeremy Deller con Nick Abrahams, Pamela Diamante, Invernomuto e João Onofre). Io andrò già solo per queste due cose: la sala con i videoclip di Michel Gondry (regista di “L’arte del sogno” e “Se mi lasci ti cancello”), Spike Jonze (“Essere John Malkovich” e “Her”), Glazer e Sednaoui (registi di videoclip per Bjork, Jamiroquai, Red Hot Chili Peppers e Radiohead), e la presenza un po’ ovunque, nel cortile e in un’altra sala del PAC, di Laurie Anderson, artista d’avanguardia nonché moglie di Lou Reed, pace all’anima.

Orari: da giovedì a domenica, ore 11-20
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria qui

Il programma del PAC
2

Kjartansson con Fondazione Trussardi

Questa è una bomba vera, attenzione. Avete presente quel video-artista islandese molto famoso cui l’Hangar aveva dedicato una personale qualche anno fa dove c’erano tantissimi schermi con scene surreali di vita domestica? Lui è Ragnar Kjartansson, chiamato da Fondazione Trussardi a realizzare un progetto sulle paure da lockdown all’interno – non a caso – della Chiesa di San Carlo al Lazzaretto, dove nel ‘500 isolavano gli appestati di Milano. Ogni giorno dal 22 settembre al 25 ottobre, dei performer selezionati dall’artista suoneranno e canteranno all’organo della chiesa “Il cielo in una stanza” per sei ore al giorno di fila, in una specie di ninna nanna senza fine. Io ho i brividi anche se la canta il mio vicino rompicazzo sotto la doccia, per dire.

Sito ufficiale: https://www.fondazionenicolatrussardi.com/

Ragnar Kjartansson alla Chiesa di San Carlo in Lazzaretto
3

Jukhee Kwon in Argelati

Toh guarda, proprio dietro casa mia eheh. Alla Galleria Patricia Armocida di via Argelati 24, fino al 30 settembre, si terrà la mostra di un’artista sud-coreana molto brava che avevo già visto a Londra. Tutta incentrata sul tema della leggerezza e della vulnerabilità e realizzata con carta, ricami, sculture sospese e parole isolate, si snoda tra installazioni site-specific di grandi dimensioni e opere minutissime e delicate. Vale la pena.

Orari: da martedì a sabato, ore 11.30 – 19
Verificare quando riapre dopo le ferie 😉

Juhkee Kwon alla Galleria Patricia Armocida
4

Giulio Paolini a Massimo De Carlo

In realtà la mostra ha inaugurato ai primi di giugno, ma non tirava proprio una buona aria. Ora che invece è tutto uguale a prima ma noi siamo più fatalisti, è un buon momento. Nella sede storica della Galleria Massimo De Carlo in Piazza Belgioioso (Duomo) – bellissima, merita anche solo per gli interni del palazzo d’epoca – c’è una personale di Giulio Paolini, famoso artista e scultore dell’Arte Povera che ha esposto diverse volte alla Biennale e a Documenta. È una pietra miliare, imperdibile soprattutto se non lo si conosce.

Riapre l’1 settembre
Orari: dal martedì al sabato, ore 11-19

Giulio Paolini a Massimo De Carlo
5

Ren Hang alla Galleria Sozzani

Altra chicca alla Fondazione Sozzani, negli ultimi mesi più attiva che mai. Specializzata in fotografia soprattutto di moda ma non solo – ospita infatti ogni anno la mostra sul World Press Photo – dal 13 settembre presenta Ren Hang, fotografo cinese morto nel 2017 ad appena 29 anni. Le sue foto di nudo parlano di sessualità, fragilità e solitudine attraverso il corpo e non senza una velata critica alla politica censoria della Cina. Non c’è una mostra alla Sozzani che non mi sia piaciuta. E poi Corso Como 10 è bellissimo.

Orari: tutti i giorni, ore 11-20
Costo: gratuito dal lunedì al venerdì, 5€ nel weekend (ma a volte cambia)

Ren Hang, Untitled, 2012

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